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Intervento:

Progetto di restauro Teatro Misa

Luogo:

Arcevia (AN)

Progettisti:

Claudio Campodonico, Emilio d'Alessio, Nazzareno Petrini

Consulenti:

Consulente per impianti termoidraulici: Ing. Remo Romani
Progetto impianti elettrici: Per. Ind. Bruno Stronati

Commitente:

Comune di Arcevia

Anno di redazione del progetto:

1998

Anno di esecuzione:

2000-2001

Costo:

2.000.000.000 Lire

Imprese esecutrici:

Impresa di Pace - Napoli

 
progetti

Progetto restauro Teatro Misa di Arcevia

Un Teatro incastonato in un isolato urbano

I lavori di completamento del Teatro "Misa" riguardano la progettazione e la direzione dei lavori delle opere necessarie al recupero funzionale della struttura e al completamento del risanamento del complesso del Teatro.

La fase della progettazione e' stata proceduta dalla verifica dello stato dei luoghi e della consistenza dei lavori svolti in precedenza sotto la direzione della Soprintendenza ai beni architettonici.

Constatato la probabile difformita' di alcune opere dalla normativa vigente per i locali di pubblico spettacolo, i progettisti, in accordo con l'Amministrazione Comunale di Arcevia, hanno richiesto alla Commissione Provinciale di Vigilanza un sopralluogo per valutare gli interventi necessari.

L'esame dello stato dei luoghi ha evidenziato la carenza di strutture che permettono l'abbattimento delle barriere architettoniche ex legge 13/89 e la necessita' di interventi per la corretta esecuzione delle vie di fuga.

Alla luce della necessita' di adeguamento delle uscite di sicurezza e di eliminazione delle barriere architettoniche si e' intervenuto sulla corte attigua al teatro, dove e' previsto l'accesso handicap e carico e scarico e l'arrivo della scala di sicurezza.

La corte medesima diviene un prolungamento ideale della struttura, con un nuovo affaccio dal foyer centrale e un piccolo bar ricavato al piano inferiore. Va rimarcato che le nuove uscite di sicurezza e percorsi alternativi sono stati progettati anche nell'ottica di un prossimo utilizzo dell'adiacente sala cinematografica, che potra' usufruirne anch'essa.

A fianco della chiesa di S. Agata, si e' ricavato un nuovo accesso nell'androne che collega la via principale con la corte interna; in esso viene ricavata un'unica scala per superare il dislivello esistente di circa 2 mt. con a lato una piattaforma elevatrice che consentira' ai disabili di accedere attraverso la loggia vetrata al nuovo foyer ricavato al piano della corte giardino. Un ascensore esterno alla struttura muraria esistente, si colleghera' con il foyer superiore di accesso alla sala del Teatro.

Constatato che la scala, recentemente realizzata, potrebbe presentare qualche problema nei confronti delle piu' recenti disposizioni di legge in tema di sicurezza, e giudicando il suo aspetto poco adatto alla monumentalita' del complesso, si e' provveduto a riprogettare una nuova scala, di forma piu' articolata, le cui strutture portanti saranno rivestite con lastre di pietra levigate.

La nuova scala, oltre a reperire ambiti per la collocazione di alcune strutture impiantistiche, si pone come loggia aperta verso il paesaggio circostante concludendo il lato aperto della corte ed apparendo dalle viste della valle come naturale proseguimento degli edifici costituenti il nucleo della citta'.

Infine, nell'ottica che in un prossimo futuro possa essere attivata anche la sala cinematografica, in uso discontinuo rispetto alla attivita' della sala teatrale, si sono collegati i due pianerottoli dello scalone di accesso interno con una passerella in acciaio e vetro. Questa permettera' ai portatori di handiacap di collegarsi con uno degli accessi alla sala cinematografica provenendo dall'ascensore sito nella corte.

Occorre sottolineare come la struttura del teatro, incastonata in un isolato urbano per di piu' prospiciente le mura, rende molto complessi i percorsi alternativi allo scalone di ingresso, evidentemente non adatto alle operazioni di carico e scarico di merci. La platea e il palcoscenico sono situati inoltre ad un livello molto superiore alla quota stradale, e le finestre del palcoscenico si affacciano su una corte privata e a notevole altezza sulle mura.

Il progetto ricerca la massima facilita' di accesso al palcoscenico per permettere l'uso piu' ampio e flessibile del teatro. A questo proposito occorre rilevare come il palcoscenico sia in notevole pendenza e ad una quota gia' elevata rispetto alla sala, cosi' da non permettere ulteriori livellamenti, pena la perdita di visibilita' di buona parte della platea.

L'impianto scenico in dotazione, mirabilmente preservato da un punto di vista storico, non e' purtroppo utilizzabile secondo gli standard attuali. Il graticcio, le passerelle e le scale non sopportano i carichi previsti dalla normativa, le quinte mobili del sottopalco restano solo a testimonianza dell'antico impianto scena.

Il progetto prevede una nuova struttura posta al di sotto dell'attuale graticcio in legno, ma non bassa da pregiudicare i traguardi ottici degli spettatori in ogni ordine di posti. Sono previsti tutti gli impianti di scena (audio, illuminotecnico e scenotecnico).

Particolare cura e' stata posta nella scelta dei corpi illuminanti sia all'interno della sala che nei locali accessori, con duplice attenzione al risparmio energetico e all'estetica. Gli arredi sono previsti sobri ed eleganti, con l'inserimento di pezzi su disegno quando necessario. E' previsto il ripristino dei dipinti murali nei locali accessori.

Gli interventi previsti per il completamento degli impianti di riscaldamento, ventilazione-ricambio igienico, idrico antincendio, non possono prescindere dal considerare le opere gia' realizzate. Cosi' le distribuzioni principali ai corpi scaldanti sono gia' parzialmente incassate nelle murature e sottopavimento e ricondotte ad un locale seminterrato; le manichette antincendio sono, sostanzialmente, tutte installate, mentre nulla e' stato fatto ne' come ventilazione ne' come centrale termica.

Progettisti

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